La Prima Guerra Mondiale e
il Primo Dopoguerra

Allo scoppio della Grande Guerra, la Regia Marina approntó
una strategia in cui il sommergibile e gli altri mezzi insidiosi avevano
una importanza notevole per la disfatta della forza nemica.
Venne avviata la costruzione di 21 sommergibili tipo Laurenti,
derivati dai Medusa: i battelli della classe F.Il sommergibile F9 subito dopo il varo.
Sezioni trasversali dei sommergibili classe F. Si può notare che la forma dello scafo resistente interno si adatta ai macchinari installati.

Seguirono le 4 unitá della classe Barbarigo, completate a guerra ormai ultimata e utilizzate come mezzi addestrativi.Il sommergibile Veniero, della classe Barbarigo, pronto al varo nel cantiere del Muggiano.

Contemporaneamente iniziarono i lavori per la realizzazione dei 6 sommergibili
della classe Micca e
di quelli della classe N.
Data la necessitá di difesa dei porti e delle basi adriatiche si dovette ricorrere a 2 classi di sommergibili tascabili:
6 unitá della classe A e
3 della classe B, destinate rispettivamente a vigilanza e attivitá di agguato foranee.

Essendo l'Italia sprovvista di sommergibili posamine,
si approfittò dell' U24 austriaco,
affondato per l' esplosione di una mina propria dinanzi a Taranto, recuperato, ricostruito e
consegnato alla Regia Marina nel 1917 ribattezzato X1.
Seguiranno l'X2 e l'X3.




Se prima della Grande Guerra molti erano scettici
sul valore bellico del sommergibile, al suo termine non vi era alcun dubbio
sull' efficacia del nuovo mezzo navale.
La Regia Marina, negli anni immediatamente successivi alla stipula dei Trattati di Pace, ne elaboró i criteri costruttivi di realizzazione.
Era necessario incrementarne le prestazioni e indispensabile irrobustirne lo scafo in modo da consentire quote operative dell' ordine dei 100 m.
Per ridurre al minimo il peso del mezzo e per fare in modo che la sua forma fosse quella piú adatta a sopportare elevate pressioni idrostatiche,
esso doveva essere a sezioni trasversali circolari e
chiuso all'astremitá da calotte semisferiche.
Per arrivare a 100 m di profonditá il sistema di unione delle lamiere non poteva essere limitato alla semplice sovrapposizione e neanche
all' applicazione di contropezze interne ed esterne con doppia chiodatura
che appesantivano eccessivamente lo scafo.Il sommergibile Des Geneys, della classe Pisani, pronto al varo nel cantiere di Monfalcone. É ben visibile il sistema di chiodatura dello scafo resistente.
Per questo, a fine anni '30, si arrivó alla saldatura elettrica delle lamiere.
Per l' achitettura vennero adottate 3 forme di scafo:
  1. Sommergibili a doppio scafo totale.
  2. Sommergibili a doppio scafo parziale o tipo Cavallini.
  3. Sommergibile a semplice scafo con doppi fondi centrali resistenti o
    tipo Bernardis.
 sezione trasversale di un sommergibile a doppio scafo totale  sezione trasversale di un sommergibile tipo Cavallini  sezione trasversale di un sommergibile tipo Bernardis

Nel 1930, nella Conferenza di Londra,
i sommergibili vennero distinti in 2 categorie:
  • costieri= dislocamento fino a 600t
  • ocanici= dislocamento superiore alle 600t
  • Queste determinazioni furono particolarmente vantaggiose per l' Italia in quanto i suoi sommergibili costieri in fase di compimento erano in grado di operare soddisfacentemente in tutto il bacino del Mediterraneo.
    Nel 1931, con il varo a Monfalcone dell' Argonauta, si diede inizio
    alla realizzazione della classe 600.Un battello classe 600 ai lavori.

    La Regia Marina aveve bisogno di sommergibili posamine validi, e questo portó alla costruzione del Micca, varato nel 1935, tecnicamente valido ma molto grande e costoso; per questo non venne riprodotto in serie e venne creata la classe Foca, composta da 3 unitá, di piú facile messa in opera anche dal punto di vista economico.
    Essendo necessario disporre anche di battelli di piccolissimo dislocamento per la difesa ravvicinata delle basi più importanti, vennero costruiti 2 battellini tipo CA.
    Si arrivó cosí al 1940 e all' entrata in guerra dell' Italia.
    La nostra arma subacquea,
    anche se eccessivamente enfatizzata dalla propaganda del regime dell' epoca,
    era comunque forte, temibile, efficiente, sufficientemente numerosa, fornita di siluri affidabili, dotata di macchine nuove che non temevano il confronto con quelle analoghe delle forze straniere.

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