Dalle origini...
allo scoppio della I Guerra Mondiale

L' idea di realizzare un veicolo in grado di muoversi negli abissi marini
é antichissima: si hanno notizie di progetti risalenti ai tempi
degli Antichi Greci e di Alessandro Magno.
Il primo attacco bellico di un mezzo subacqeo documentabile é avvenuto
nel 1776 durante la Guerra di Indipendenza Americana,
compiuto da un battellino chiamato American Turtle.
Era solo l' inizio:
trascorsero molti anni prima che venisse realizzato un mezzo subacqeo
tale da poter fornire adeguate prestazioni belliche.
Un siluro: l' ordigno colpiva un bersaglio lontano 6-9 mila metri
Il SILURO: dalla Torpediniera al Sommergibile
Superati i primi problemi di natura tecnica (ottenere acciai adatti per lo scafo, realizzare validi macchinari per la propulsione in immersione),
si reputó arma piú efficace per tal genere di mezzi il SILURO.
Per impiegarlo nel modo migliore, venne ideato un nuovo tipo di unitá:
la TORPEDINIERA.
Di piccolissimo dislocamento (inizialmente 20-30 t) e
dotata di elevata velocitá in modo da sorprendere le navi nemiche,
giá alla fine degli anni 1880 cominció ad essere in crisi per il contrattacco
di cacciatorpediniere, per piú efficaci sistemi di avvistamento e
per il perfezionamento delle artiglierie a tiro rapido.
Per ridare efficacia all'attacco col siluro e accrescere la possibilitá
di sorpresa fu quindi necessario progettare e ricorrere
alla TORPEDINIERA SOTTOMARINA.
Alla fine del decennio 1880, la Francia con il Gymnote,
gli USA con il Plunger e l'Italia con il Delfino , diedero l'avvio
alla storia del moderno mezzo subacqueo militare.
Il Sommergibile Delfino, primo battello dell'arma subacquea italiana.
Nel 1897 venne varato in Francia il NARVAL,
primo sommergibile della Storia.

Concepito come una nave di superficie, aveva al suo interno lo scafo di un sottomarino, a sezioni circolari, adatto alla navigazione in immersione.
Per la propulsione era dotato di un doppio apparato motore: uno a combustione per la navigazione in superficie e uno elettrico
alimentato da una batteria di accumulatori per quella in immersione.
Il PRIMO SOMMERGIBILE o TORPEDINIERA SOMMERGIBILE
era quindi una nave che navigava normalmente in superficie e,
in prossimitá del bersaglio, si immergeva per avvicinarsi
senza essere scoperta e lanciarvi contro i siluri.




I primi sommergibili italiani
e la preparazione alla Grande Guerra

In Italia i progetti dei primi sommergibili per la Regia Marina
vennero affidati al Maggiore del Genio Navale Cesare Laurenti.
Questi giudicó importanti le caratteristiche di velocitá, autonomia e qualitá nautiche, mentre ritenne trascurabile l'elevata quota operativa. Reputava sufficiente che l'unitá potesse scomparire dalla superficie del mare e fosse in grado di raggiungere la quota necessaria per non essere speronata da altre navi. Per questo giudicó non necessario lo scafo resistente a sezioni circolari.
Gli equpaggi di alcuni Sommergibili della Regia Marina posano fieri davanti all' obiettivo del fotografo. Distinguibili il Sommergibile Squalo ed il Foca.
I primi sommergibili tipo Laurenti furono i 5 classe GLAUCO.
Seguí il Foca.
Piani generali del sommergibile Foca nella configurazione originale con 3 linee d'assi.

Divenuto affidabile il motore Diesel molto piú del motore a benzina nel 1910 venne impostata la classe Medusa. Il sommergibile Zoea, della classe Medusa.

Fra inizio secolo e I Guerra Mondiale oltre al Laurenti si misero in luce anche altri due ufficiali del Genio Navale:
il Maggiore Bernardis e
il Capitano Cavallini.
Progettarono rispettivamente i due sommergibili classe Nautilus
e i due della classe Pullino.



Allo scoppio della I Guerra Mondiale era da poco terminata
la guerra italo-turca, che era stata per la Regia Marina
un' eccellente occasione di addestramento.
L'Italia disponeva perció di equipaggi dotati di elevata capacitá professionale ma con una flotta notevolmente logorata.
Inoltre, solo alla vigilia della guerra, l' Italia si era staccata dalla
Triplice Alleanza e si era alleata con le potenze dell' Intesa.
Questo creó gravissimi problemi alla Regia Marina che, per molti anni,
si era preparata a una guerra contro Francia e Gran Bretagna.
Considerando alleate l' Austria e la Germania, per esempio,
tutto il litorale adriatico era rimasto privo di fortificazioni difensive.

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